Caffè Al Volo

Un Caffè Al Volo


Il ragazzo camminava a passo svelto, mentre con una mano si allentava il nodo della cravatta, che aveva stretto troppo, mentre guardava frenetico l’orario sull'orologio da polso. Se faceva in fretta, poteva farcela.
Ancora pochi passi poi avrebbe potuto prendersi il suo stramaledetto caffè e poi correre alla casa editrice, e consegnare il suo romanzo prima che il suo editore lo massacrasse per aver consegnato così a ridosso della scadenza. 
Per un caffè, poteva farcela.
Senza rallentare si premette su una porta in legno e vetro, e aprendola entrò dentro il suo bar preferito “Il Lounge di Neeks Ayzawa” con la stessa forza di un tornado in corsa. Anche lo stesso giovane sembrava come essere passato attraverso un tornato, con la cravatta semi slacciata, i capelli spettinati e il volto paonazzo dalla corsa.
Dietro il bancone in legno del bar, il proprietario stava distrattamente leggendo un libro, ma quando la porta si aprì alzò gli occhi. Il proprietario era un giovane non troppo alto, con una zazzera di capelli biondi, e luminosi occhi verdi - ma inespressivi come quelli di uno squalo, come gli piaceva ripetere - nascosti dietro un paio di spessi occhiali da vista, e gli rivolse un gran sorriso, mentre il nuovo arrivato si abbandonava su uno sgabello con un sospiro.
«Ciao Neeks» disse passandosi una mano sulla barbetta.
«Siamo di fretta oggi, socio?» chiese l'altro, prendendo una tazza pulita da un scaffale.

«Sì, ho due minuti contati. Puoi farmi un caffè al volo?»


Teen Wolf