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The Lost Files: Secret Histories, Pittacus Lore (J. Frey)



Ed eccoci tornati per la seconda parte di trip mentale in cui io sfogo il mio disagio e la mancanza di internet. Salve a tutti, o giovani terrestri. Qui è Neeks da Lorien.
Oggi è il turno della seconda raccolta di racconti, tra l’altro una delle raccolte che io ho amato di più, e ovviamente non centra assolutamente NULLA il fatto che due racconti su tre siano di Adam.
Ovviamente no.
Non ho una fissa oscena per il mio personaggio preferito. Ovviamente no.
Ah, voglio che sappiate che ho finito anche The Fate Of Ten, e le che le cose stanno prendendo una brutta piega che a me non piace, ma proprio per niente, e i miei “momenti di sconforto” stanno diventando uno “sconforto non stop fino a che non esce United As One”. Che nel frattempo ho ordinato.
Passo e chiudo.


The Lost Files 4: The Search Of Sam
Dove eravamo rimasti con Adam?
Lo avevamo visto l’ultima volta in Kenya, che tentava in tutti i modi di salvare Hannu, salvo poi venire scoperto dal suo fratellastro Ivanick, e dopo un combattimento con quest’ultimo e aver visto suo padre trapassare da parte a parte il giovane Garde, Adam era stato scaraventato senza tanti complimenti dentro un burrone da Ivanick.
Quanto amore fraterno tra i Mog, eh?
Riapriamo questo racconto che sono passare svariate settimane da quel giorno, e Adam è stato trovato dalla gente del luogo, portato in salvo e curato. E ovviamente non ha assolutamente nessuna intenzione di tornare a casa.
Se nel racconto precedente la narrazione in ordine cronologico da parte di Adam serviva ad evidenziare il suo stesso percorso psicologico, la sua presa di coscienza e di posizione, in questo racconto si eslora maggiormente la relazione tra Adam e il fantasma di One.
Questo è il loro racconto, la loro storia d’amore finita in tragedia.
Scusate un attimo, ho bisogno di rannicchiarmi in un angolo e piangere per qualche minuto.
Ok, ora ci sono.
Ritorniamo in Kenya, dove Adam si sta comportando da vera crocerossina, collaborando con l’equipe di volontari che in origine avrebbe dovuto servirgli da copertura per l’operazione Mog. Adam ha fallito nel salvare Hannu, quindi si sta dedicando anima e corpo ai ragazzini kenyoti. Ma anche quella, è tutta una copertura.
Quello che vuole Adam è evitare la voce nella sua testa, la voce di One. Vuole evitare i sensi di colpa, per non aver salvato né Maggie né Hannu, per aver perso la fiducia e la speranza, per non essersi impegnato, per non aver davvero preso una posizione concreta in quella guerra.
Adam ha paura. Adam, in quanto Mog, è ossessionato dal fallimento. Un fallimento già scritto, inevitabile.
E quello, è il momento in cui Adam si renderà conto di cosa vuole, di chi vuole. Lui vuole One, perché tiene a lei più di quanto abbia mai tenuto a chiunque altro, e lei tiene a lui come nessun’altro. Adam non può farcela senza One, nemmeno ad affrontare una vita “normale”.
Ma tutto cambia una notte, illuminata dal cielo africano. Adam scopre la verità.
One sta morendo, di nuovo.
One sta scomparendo, piano piano, come un’ombra. Il fantasma sta svanendo.
E Adam non può permetterlo. Non può permettersi di perderla. Ecco perché, grazie anche all’aiuto dei volontari, riesce a trovare il modo per tornare in America, alle Residenze Ashwood. Il suo obbiettivo? Sfuttare il progresso tecnologico Mog per collegarsi di nuovo alla macchina del dottor Anu, e magari concedere ad One qualche altro anno.
E qui, la sorpresa.
La sorpresa che, in fondo, anche i Mogadorian sono un po' umani.
Ad Ashwood, Adam ritrova sua madre, che lo accoglie con un amore e un affetto che ha sorpreso non solo Adam, ma anche me, non ritenendo un Mogadorian medio capace di provare vero affetto, sua sorella e suo padre.
Ivanick è stato trasferito a Dulce, il più grande pericolo per Adam, l’unico a sapere che lui è un traditore, non è ad Ashwood.
Via libera.
E ecco Adam che ritorna ad Ashwood, ritorna ad indossare la maschera del doppiogioco, tutto sempre e comunque per il bene di One, che ogni giorno diventa sempre più debole.
La disperata storia d’amore di un Mogadorian e una Garde, sta per giungere al suo triste epilogo.
Ma non prima che lei gli faccia un dono, un dono che potrebbe cambiare le sorti della guerra e del destino di Adam. Gli fa dono della propria Eredità.
È grazie a questa che Adam e Malcom, anche lui tenuto prigioniero ad Ashwood, riescono a scappare.
L’ultimo dono di One diventa la prima e vera arma che Adam può usare contro i Mog.
E intende usarla molto presto. Ecco perché, quando Malcom e Adam, fatto ritorno a Paradise e scoperto che Sam è scomparso, catturato dall’FBI il giorno dell’arresto di John, insieme a Sarah, i due fanno marchia indietro, dirigendosi verso il New Mexico.
Prossima tappa: Dulce.
Il resto della storia, quello beh, lo sappiamo già.

The Lost Files 5: The Last Days Of Lorien
Questo racconto è stato davvero uno dei più belli che io abbia letto, insieme a quelli di Adam e di Mark James, che compare nella prossima raccolta.
Come si intuisce dal titolo, narra degli ultimi giorni su Lorien, prima che il pianeta venisse conquistato e raso al suolo. Ma non è per questo che mi piace, ma per il protagonista e narratore della storia: Sandor, colui che sarebbe diventato il Cêpan Mentore di Nine.
Peccato che Sandor non fosse un Mentore, e non fosse mai stato addestrato per tale ruolo.
E come dicevo nella recensione del secondo racconto, Nine’s Legacy, riferendomi anche a Crayton, quelli che io ho ritenuto essere tra i Mentori migliori, sono proprio quelli che non erano stati addestrati per quel ruolo.
Sandor, non era altri che un ragazzo problematico, con rapporti difficili con le autorità, che nel giro di poche pagine viene non tanto gentilmente espulso dalla scuola.
Ed è in quel momento che incontra Brandon, dai più conosciuto come Henri, il futuro Cêpan di John Smith.
Brandon, offre a Sandor un opportunità che il ragazzo coglie, vedendosi costretto a scegliere tra quello o l’esilio. Sandor viene ammesso in qualità di tecnico informatico alla prestigiosa accademia della difesa di Lorien. Dopotutto, se sulla Terra Sandor aveva costriuto il sistema di sicurezza e la sala allenamenti del super attico di Chicago, su Lorien, con una tecnologia dieci volte più avanzata, il giovane, che ha appena diciannove anni, può dare il meglio di sé.
Sotto certi aspetti mi ha ricordato molto il personaggio di Lexa, che però compare molto più avanti, nella raccolta denominata The Rebel Allies.
In questo racconto facciamo la conoscenza con un personaggio molto complesso, per certi aspetti contraddittorio, ma al quale mi ero affezzionato moltissimo.
E, come era successo per i racconti della prima raccolta, la consapevolezza della morte e del fallimento che pende su Sandor rende molto più difficile godersi i momenti belli o divertenti del racconto.
Perché il lettore sa che Lorien verrà distrutto durante la Quatermoon, che gli unici sopravvissuti all’attacco di Setràkus saranno due navicelle con un pugno di Loric. Sa che Sandor morirà sulla Terra.
Questo è il racconto delle ultime settimane di vita dei Loric, di come vivevano, di come la loro società era organizzata, dell’accademia, delle scappatelle di Sandor.
La storia di come lui non abbia mai creduto alla profezia di Pittacus Lore, quella che preannunciava un grande disastro per Lorien.
La storia del suo tragico amore per una Garde di qualche anno più grande di lui, del sacrificio di lei per il bene del pianeta.
La storia di come Sandor si sia ritrovato nel posto giusto al momento sbagliato, ma che comunque sia riuscito a salvarsi.
Per sopravvivere, ha commesso un errore, e ha tutta l’intenzione di pagarne il prezzo con la sua vita, a patto che quel sacrificio serva a salvare un’altra vita.
Ecco perché mentre Lorien viene bombardato e raso al suolo, parte la sua corsa contro il tempo nel tentativo di salvare un bambino, un giovanissimo Garde, un predestinato. A Sandor importa solo di lui, che quel bambino, un vivacissimo moccioso dai capelli neri, sopravviva, che abbia una chance. Sandor è disposto a fare tutto ciò che è necessario per lui.
Quanto il ragazzo arriva all’aereoporto, la navetta non è ancora partita, e riesce a convincere Brandon ad ammettere comunque il bambino, anche se il suo Cêpan, sia morto.
Loridas, uno dei nove Antenati, benedice il bambino, l’ultimo arrivato, e Brandon obbliga Sandor a salire anche lui sulla navetta. Il bambino ha bisogno di un Mentore, e Sandor, pronto a sacrificarsi per lui alla minima occasione, è il candidato perfetto.
Il bambino, ovviamente, era Nine.

The Lost Files 6 : The Forgotten Ones
E ritorniamo, con mia somma gioia, ad Adamus Sutekh.
Il racconto precedente si era chiuso con la significativa scena della distruzione della base di Dulce, in New Mexico, base dove erano rinchiusi Sam e Sarah e dove si era svolto il primo scontro tra Setràkus Ra e tutti i Garde, eccetto Five.
Meglio non dica a voce alta quello che penso di lui. Uno dei personaggi più scivolosi e imprevedibili, sul serio…
ANYWAY, torniamo ad Adam.
In questo racconto assistiamo ad una nuova evoluzione del suo personaggio. Malcom è andato via con Sam, One è morta per la seconda volta, quella definitiva, Ivanick è stato ucciso da Adam stesso. Per la prima volta in vita sua, Adam è davvero solo, unico sopravvissuso alla strage di Dulce.
E per la prima volta, vediamo Adam come poi è nella saga.
Vediamo un giovane uomo… em Mogadoria, pardon, che sa esattamente cosa vuole, sa chi è, sa da che parte vuole combattere. E sa che non si arrenderà. Non lo farà perché Malcom ha bisogno di lui, perché i Garde hanno bisogno di lui, anche se a loro ci vorrà un po' per rendersene conto. Lorien, ha bisogno di lui.
Adam ha fatto una promessa, quella di onorare la morte di One, il suo sacrificio, il suo dono. Adam, che sta imparando a controllare i suoi poteri con estrema precisione, ora passerà al contrattacco.
Primo passo, uscire dal deserto. Più facile a dirsi che a farsi.
Andando contro il più grande pericolo del deserto, la disidratazione e il sole, si incammina a piedi verso la città più vicina a Dulce.
A metà strada, stremato, fa due incontri che segneranno la riuscita della sua missione.
Il primo, è quello con Dust, che sarebbe poi diventato la “sua” Chimera, l’unica tra esse ad essere custodita a Dulce e liberatasi dal terremoto.
Il secondo, è con Rexicus Saturnus, detto Rex. Un Mogadorian.
Un Mog nemico, ma al quale Adam salva la vita senza esitare.
È qui che l’improbabile trio parte al contrattacco. Il piano?
Le Chimere arrivate con la seconda navicella Loric, che nel frattempo sono state catturate dai Mog e usate come cavie da esperimenti, vanno liberate. Adam intende riportarle dai Loric, in parte perché è la cosa giusta da fare e in parte perché ha bisogno di qualcosa che gli assicuri un pass partou. Il giovane è consapevole che le razze dei Mog e dei Loric si sono dati battaglia troppo a lungo perché John Smith possa concedere a uno come Adam di entrare nelle proprie file, senza una dimostrazione di buona volontà.
Trovo che il titolo The Forgotten Ones sia decisamente appropriato per questo racconto. Coloro che sono stati dimenticati.
Il primo, ovviamente, è Adam. Disperso in territorio nemico, con tutta la sua razza che gli da la caccia, abbandonato dalle due persone alle quali teneva di più, quelle che l’avevano trattato con più umanità di quanta Adam pensasse possibile ricevere. Tutti lo credono morto, o si augurano che lui lo sia.Un personaggio che sfortunatamente non ha trovato la sua voce nella saga, che sembra quasi perennemente relegato ad un ruolo marginale. I Garde lo sottovalutano, non conoscendolo, non sapendo cosa lui e One hanno passato. Perché è facile dimenticare che il Mog scarno che risponde al nome di Adamus sia stato tanto intimo con una Garde, fino a che punto profondamente lui sia legato alla causa Loric.
Il secondo è Dust. Le Chimere, separate dai Loric della seconda navicella, erano state imprigionate dai Mog. Solo quattro persone erano a conoscenza del branco. Crayton ed Ella, che però avevano portato con loro solo la Chimera Olivia, ma che ignoravano il destino delle altre, e i due piloti della nave. Ma questa è un’altra storia. Fatto sta che, se nessuno era a conoscenza della loro esistenza, non potevano essere salvate. E Dust, separato dal branco, portato in New Mexico, da New York, era la Chimera più “dimenticata”  di tutte.
E l’ultimo dimenticato è Rex. Durante la ritirata tattica dei generali purosangue, Rex, ferito, è stato dimenticato indietro, presumibilmente in attesa di morire. Sacrificato per il bene del Progresso Mogadorian. Una pedina sulla grande scacchiera di Setràkus Ra.
Questo racconto è il loro riscatto.
Adam vuole dimostrare a sé stesso che può farcela anche senza One e senza Malcom, solo in territorio nemico con un Mogadorian che non vede l’ora di ucciderlo, e con una Chimera aliena proveniente da un pianeta distrutto dal padre di Adam stesso. Dust, separato dal branco, deve riunirsi a esso, riunirsi ai Garde, seguire il suo obbiettivo. E Rex, deve sopravvivere, perché è quello che il Beneamato Comandante si aspetta da lui.
È curioso come Adam e Rex, con obbiettivi e ideali tanto diversi, siano riusciti a fare squadra in quel modo.
Mi viene in mente una scena del mio film preferito, Cloud Atlas, la scena in cui l’Archivista chiede a Somni-541 “E se nessuno credesse a questa verità?” e lei risponde “Qualcuno ci crede già”.
E anche se a fine racconto Rex resta indietro alla base Mog, resta a combattere dalla parte di Setràkus Ra, io penso che qualcosa in lui sia cambiato. Che il solo essere entrato in contatto con Adam, averlo aiutato a liberare le Chimere, essersi salvati la vita a vicenda, abbia cambiato Rex. Lo abbia autato a credere.
Non so come, ma io spero che il giovane Mog ritorni nella storia, magari al fianco dei Loric, e degli alleati.

E anche la seconda raccolta è andata. Ci vediamo la prossima volta con The Lost Files: Hidden Enemy, dove potremmo scoprire qualcosa di più su Number Five e Mark James.
Da Lorien è tutto. See ya!


Neeks


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