The Pamphlet, 11/06/2016

Il Mein Kampf di Hilter e la polemica di (anche) Matteo Renzi

Propaganda nazista o comprensione del passato?



Benvenuti nel primo articolo del mio “The Pamphlet”, che trova base nella notizia diffusa dai telegiornali l’11 Giugno. Sfortunatamente quel giorno ero orribilmente privo di connessione web e non ho potuto postare, ma ho comunque deciso di mantenere la data ‘originale’, anche se è passato qualche giorno.
Come immagino che saprete tutti, Il Giornale ha deciso di stampare copie del Mein Kampf di Adolf Hitlet, da accompagnare al quotidiano vero e proprio. Al che, è scoppiato il macello generale, e nel giro di poche ore chiunque, come direbbe il mio insegnate di filosofia, ‘ci stava dentro’ alla notizia si è schierato su due fronti completamente diversi. 
Tipo come in Civil War, ecco.
Da una parte ci sono quelli che la pensano allo stesso modo del candidato sindaco di Milano Stefano Parini, che ha sostenuto che la pubblicazione di tale documento era offensiva per le famiglie italiane che erano state vittime del sistema nazi-fascista, scelta editoriale che il nostro presidente del consiglio Matteo Renzi ha definito “squallida”, e che Laura Boldrini ha definito “decisione grave”.
In risposta è intervenuto Alessandro Sallusti, direttore del quotidiano, che ha sostenuto la sua totalmente opposta opinione, ovvero che la pubblicazione di quel libro non era finalizzata ad uno scopo propagandistico, anche perché in tale modo sarebbe perseguibile dalla legge italiana, e neanche ad una scelta elettorale (Il Giornale sostiene il candidato Parini, che, come dicevo sopra, ha ripudiato la decisione della pubblicazione del testo) bensì consistesse in un “edizione commentata per capire dove si può annidare il male”, cito testualmente le sue parole, aggiungendo poi che il suo obbiettivo era voler "far conoscere l'origine della più grande tragedia del Novecento".
A lui ha risposto, a sua volta, il Presidente dell'Unione Delle Comunità Ebraiche Italiane, Renzo Gattegna, che ha nuovamente definita "squallida" e "indecente" l'operazione editoriale attuata da Sallusti, dicendo poi che lui avrebbe consigliato la distribuzione di altri libri più adeguati alla comprensione della Shoah, piuttosto che quello.
E sono solo la punta dell'iceberg, poiché molti altri politici si sono schierati da una parte o dall'altra.
Io, nel mio piccolo, la penso come il direttore Sallusti. Anzi, non ho paura di dire che, se me se fosse presentata l’occasione, l’avrei preso anche io. Perché?
Perché è comprensione, e la comprensione di come Hitler ragionava, della sua mentalità, è la cosa più vicina che abbiamo per rispondere alla domanda “Perché?”, la domanda alla quale da decenni tentiamo invano di dare una risposta.
Il filo del ragionamento di Sallusti è questo: l’ignoranza porta al caos, la conoscenza no. Quello che lui si riproponeva di fare, era la diffusione di un libro che avrebbe potuto aiutare a muoversi all'interno di una mente deviata come quella di Adolf Hitler, di capire cosa l'aveva portato a fare quello che ha fatto. La conoscenza è potere, ed in questo caso si sarebbe trattato del potere di dare una risposta definitiva.
Anche per questo ha affidato la critica e il commento dell’edizione a Francesco Perfetti, che ha quando ho letto di lui, beh, non è il primo tizio che uno becca andando al Conad. È uno che ci sa fare sul serio, nel campo della storia contemporanea.
E poi perché ha detto una cosa, un piccolo dettaglio, una parola: origine.
È indiscutibilmente vero che Adolf Hitler, il suo carisma, il suo progetto politico, fossero all'origine di quel  tremendo genocidio che oggi chiamiamo Shoah. E allo stesso modo in cui scienziati si interrogano sull'origine dell'universo, gli storici devono necessariamente interrogarsi sulle origini, sulle cause, di un dramma come quello della Seconda Guerra Mondiale.
E ritengo che il Mein Kampf sarebbe stato un buon punto di partenza, se gli si fosse stata data la possibilità.
Alla fine, quelli che saranno otto libri, poiché il progetto originale consiste in otto libri sul Terzo Reich avrebbe dovuto essere un corrispettivo di quello stesso, analogo, progetto che stanno facendo in Germania dove, allo scadere dei diritti d'autore posseduti dal Land della Baviera, il Mein Kampf, "La Mia Battaglia", la battaglia di Hitler, è stato ripubblicato con finalità analoghe a quelle difese da Sallusti, ma che ha riscosso molto più successo del progetto italiano.
La mia opinione finale? Che la reazione di molti politici italiani ha dimostrato che la comprensione in ambito storico tramite la letteratura è qualcosa che ancora non è del tutto chiara.
E che, fondamentalmente, sotto sotto c'è qualcosa che non va.

E voi cosa ne pensate?
Fatemi sapere le vostre opinioni in merito!

Neeks