Talking About: Film

Deadpool, T. Miller


(Aka, la sottoscritta che fa finta di non avere una fissa oscena per questo tizio qua, ovviamente con scarsi risultati).
Ed eccoci di nuovo qui, signore e signori. Il film di Deadpool è disponibile nelle sale per il pubblico a partire da adesso, ma dato che io l’ho visto l’8 febbraio in anteprima, questo significa che è un post programmato. Salve dal passato, gente.
Al momento in cui scrivo è un orario improbabile, e io ho ancora l’adrenalina a mille e la colonna sonora del film che mi va a ciclo continuo nel cervello, quindi non vi prometto nulla di ehm… mentalmente stabile.
Decisamente uno dei film targati MARVEL migliori che abbia mai visto (insieme a Guardian of the Galaxy, e Captain America: the Winter Soldier, a mio parere). Un film che non dovete perdervi. Mannaggia a voi se lo fate.
Allora. Non so nemmeno da dove iniziare, tante sono le cose che ho da dire.
Quindi iniziamo dalle cose facili: chi è Deadpool?
Oltre ad essere l’amore della mia vita, Deadpool, il cui vero nome è Wade (Winston) Wilson, è uno dei tanti personaggi dell’universo MARVEL, anche conosciuto come “Il Mercenario Chiacchierone” per la sua parlantina e il suo senso dell’umorismo pungente con tendenza a battute a sfondo sessuale.
Wade Wilson è un canadese mercenario, un ex membro delle Forze Speciali, ed ha un passato decisamente turbolento. Ad aggravare la sua lunga lista di sfighe, alla fine arriva anche il cancro, che è praticamente già allo stadio terminale.
Ed è a questo punto che le cose si fanno divertenti.
Perché ovviamente il buon samaritano di turno (modo sarcastico per indicare il bastardo approfittatore di turno) gli propone di entrare a far parte di un programma sperimentale (nei fumetti chiamato “Arma X”, nel film non ci danno un vero e proprio nome) che potrebbe dargli una chance di guarire, e Wade, abbandonata la fidanzata Vanessa, fa armi e bagagli e acconsente. Il progetto mira a riprodurre un fattore rigenerante, analogo a quello di Wolverine.
Ovviamente, dato che siamo in un fumetto, e Wade è il dannato protagonista, non solo sopravvive ai terribili esperimenti e alle torture di Francis, il tuo carnefice, ma il suo fattore rigenerante risulta essere il più potente di tutto il mondo MARVEL. Della serie “Se devo fare qualcosa, devo farla bene”. Il suo fattore rigenerante gli consente di curare qualsiasi ferita, qualsiasi malattia, gli consente di sopravvivere a qualsiasi cosa. Per dire, se gli si taglia un braccio, lui si fa tranquillamente ricrescere l’arto amputato. Molto comodo, insomma. Tutto ciò, salvo però lasciarlo irrimediabilmente sfregiato, poiché il gene X si è legato al tumore e ha causato orribili cicatrici su tutto il corpo, viso incluso (e questo è il motivo della maschera integrale. Senza di quella non è proprio una bellezza).
Inoltre a questo, ha dalla sua l’addestramento dell’esercito, parecchie armi, una lingua lunga ed impertinente, ed altri vari assi della manica, che però compaiono nei fumetti.
Questo è Deadpool. Un completo fuori di testa. Uno dei pochi personaggi di un fumetto che ha la coscienza di essere in un fumetto.
Uno dei miei personaggi preferiti in assoluto.
(Insomma guardatelo, non è bellissimo?)
Vi lascio quindi immaginare la mia gioia quando ne hanno annunciato il film.
E soprattutto, quando ho messo le mani sui biglietti per l’anteprima, vinti gratis a botta di culo.
Anyway, questo è quanto concerne la sua biografia, che poi coincide anche con “il momento serietà della recensione”. Ora non sarà più così.
Veniamo dunque a questo benedetto film.
Questo film inizia con la più classica medias res, ma questo non fa altro che calarti ancora di più nell’atmosfera, e dopo trenta secondi contati sei già completamente su di giri.
Invece che proporti una storia lineare, si continua a saltellare tra il presente e i flashback di Deadpool, piazzati ad arte, fino a che non si ha il quadro completo della situazione e si è pronti per vedere il grande massacro finale, anche se ormai i tuoi nervi si sono logorati per la troppa adrenalina in circolo.
Ma ne vale la pena. Oh, se ne vale la pena.
Parliamo delle interpretazioni degli attori.
Ryan Reynolds è stato a dir poco divino, nel vestire i panni del mercenario chiacchierone. È riuscito a interpretare il personaggio perfettamente, calzando i suoi panni con un naturalità sorprendete, dato che si tratta di un personaggio decisamente estremo, sotto molti punti di vista. Lui e il team di stunt sono riusciti veramente a creare molta naturalezza nei suoi movimenti, e sono entrambi degni di nota. Un punto positivo deve andare anche al doppiaggio. Essendo Deadpool un personaggio il cui carattere di esterna di più con le parole, che non con le espressioni, riuscire a ricalcare le sfaccettature create in studio da Ryan, tradurre e riprodurre non deve essere stato un lavoro facile.
Anche gli altri attori non sono stati da meno.
Morena Baccarin, ha creato un personaggio femminile come quelli che piacciono a me. Sicura di sé, che non si tira mai indietro, decisamente non una principessa in attesa del principe azzurro. Vanessa mi è piaciuta molto, nel film, e spero che ricompaia anche nel sequel (che è già stato confermato, by the way), magari nei panni della mutante Copycat, che è poi quello che realmente è Vanessa.
Weasel è un stato davvero un personaggio carino, e anche lui ha fornito molti spunti comici.
Una cosa che purtroppo mi è un po’ dispiaciuto è stato il ruolo relativamente marginale destinato a Colosso e Mutant Teenage Negasonic. Mi sono piaciuti molto, sul set, e mi sarebbe piaciuto molto che avessero fatto più scene con loro. (Probabilmente così il film sarebbe durato tre ore e mezza, ma a me non sarebbe dispiaciuto, in tutta sincerità.)
Comunque, sia Andre e Brianna sono stati molto bravi. Se le loro poche scene sono rimaste così impresse, per lo meno a me, un motivo di deve essere.
Per quanto riguarda gli antagonisti, sia Gina Carano che Ed Skrein hanno svolto egregiamente il loro compito. In particolare il personaggio di Francis, è stato divertente vederlo dare di matto per colpa di Wade!
(Anche se, diciamocelo, il doppiaggio di Francis è quello fatto peggio. E quello dovrebbe essere un accendo inglese? Per l’amor di dio, sembrava russo. Pe mezzo film ero quasi certa che Francis fosse russo.)
Per quanto riguarda la colonna sonora, mi è piaciuta, dai pezzi più “trash” di Deadpool, a quelli più classici, e non in quel senso, di Wade. A quanto pare anche lui ha un anima un po’ vintage.
Ma comunque nessuno batte Peter Quill, a proposito.
E ora, piccola parentesi “scene di azione”.
Due parole: piacere puro. Sono una meraviglia per gli occhi. Di un eleganza incredibile, mista a una violenza che rasenta lo splatter.
Mai visto nulla di simile, e mio dio è bellissimo.
Concludendo qua questo semi-delirio psicotico, vi esorto per l’ennesima volta ad andare a vedere questo film.
Dopo che lo avrete visto potrete morire in pace. Ve lo assicuro.
(Friendly reminder che a Maggio esce anche Civil War e mi sa che io non sopravvivrò a quest’anno, se già dopo un solo film sono ridotta tanto male.)
(E teniamo conto che era il film “leggero”. Io non supererò il trauma di Civil War, anche se sarà bellissimo perché ritornerà Bucky Barnes, uno dei miei altri personaggi MARVEL preferiti.)
See ya!

Mitsuko


PS: chi, come me, è un grosso fan del mondo cinematografico della MARVEL riterrà scontato quello che sto per dire, ma lo dico a tutti gli altri.
NON USCITE DI SALA. ASPETTATE FINO ALLA FINE.
Si divertono sempre a piazzare scene nascoste che regolarmente chi esce in fretta e furia dalla sala si perde. Beh, non fare questo errore.

PS 2: cento punti a chi per primo in sala trova Stan Lee. Lui e i suoi camei. Con questo film ha decisamente raggiunto la masterclass