Talking About: Books

The Kane Chronicles, saga completa, Rick Riordan



Zio Rick colpisce ancora. E io faccio altrettanto, ritornando a postare dopo un periodo in cui avevo promesso grandi cose. Ma il richiamo della pigrizia è stato più forte di tutto il resto. 
Inoltre sono molto impegnata in un progetto che sta coinvolgendo anche Giuseppe Romeo del ex blog "le mie parole", che ha sfortunatamente chiuso i battenti.
Anyway.
Questa volta faccio strike, e vi propongo una chiacchierata 3 in 1. Essendo la saga già finita, ed essendo solo una trilogia, ho deciso di parlare delle Cronache dei Kane in modo più ampio, senza soffermami troppo sui singoli libri, cosa che magari può essere un po’ più noiosa.
Riprendo le linee guida che avevo usato anche a dicembre per la recensione di Magnus Chase, quindi: contesto, trama, impressioni sulla saga.
Questa è, secondo me, la saga in cui Riordan si è distinto in maniera particolare.
Se per Greci, Romani abbiamo una struttura praticamente identica per quanto riguarda i semidei (campo simile, entrambi i tipi di semidei hanno un metalli che può uccidere i mostri, entrambi sono figli delle divinità e di umani, gli Dei stessi sono praticamente gli stessi), in questa saga mi è piaciuto notare come l’abbia strutturata in modo completamente diverso. Per gli Dei norreni la faccenda è un po’ diversa, anche perché quella saga è stata iniziata dopo questa sugli Dei Egizi, ed ormai non potevamo sorprenderci più di tanto.
Punto primo, non esistono semidei. Esistono maghi, sacerdoti. Oppure, se sei davvero (s)fortunato, sei posseduto. Letteralmente. Ognuno di loro discende, in un modo o in un altro, da un’antica famiglia di faraoni. Questo crea una sorta di “affinità” per la quale un mago della Casa della Vita può decidere di apprendere le arti di un Dio, piuttosto che di un altro. Oppure, se l’affinità è particolarmente forte, può capitare che un dio Egizio in persona decisa di traslocare nella tua testa e vivere a scrocco, rendendoti un ospite. Questo ovviamente comporta un notevole power-up, ma anche un po’ di schizofrenia e simili.
Gli Egizi hanno inoltre in dotazione una serie di assi nella manica niente male, ma di cui non vi dico nulla per lasciarvi il piacere della lettura.
Gli Egizi hanno inoltre in dotazione una serie di assi nella manica niente male, ma di cui non vi dico nulla per lasciarvi il piacere della lettura.
Quindi benvenuti nella Brooklyn dei fratelli Kane, dove non ci si annoia mai. Soprattutto se vi piace il basket. E i babbuini. Oppure i babbuini che giovano a basket, fate voi.
Partiamo dal primo libro "La Piramide Rossa".
Carter Kane, figlio del famoso egittologo Julius Kane, un giorno torna a Londra con il padre a prendere Sadie, la sorella, che dopo la morte della madre era cresciuta con i nonni. Julius porta i figli al British Museum, che sistematicamente salta in aria cinque minuti dopo. O meglio, un reperto salta in aria, e Julius ne viene risucchiato. Questo è il momento dove tutto va a rotoli. Poi arriva Amos, fratello di Julius, e mago della Casa della Vita che porta i pargoli con sé in America e racconta loro che la famiglia Kane discende da due importanti famiglie di faraoni, e che gli dei Egizi sono molto più reali di quanto non si creda.
A questo punto partiranno le vicende dei due fratelli, che si scoprono essere due tasselli molto importanti per quanto riguarda il destino della Casa della Vita, in quanto Sadie ospita la dea Iside, e Carter ospita Horus.
Gli scontri con i maghi della Casa della Vita, contrari a qualunque cosa sia anche solo lontanamente progressista, metterà i ragazzi in seri pericoli e guai. Inoltre, l’ombra del crudele dio Set si allunga su di loro, minacciando la pace e l’equilibrio. Peccato solo che non sia Set il loro problema maggiore, ma che sia solo quello dietro cui si cela il vero nemico.
Secondo libro, “Il Trono di Fuoco”.
Ovvero dove vediamo Sadie e Carten, molto più spigliati nell’uso dei loro poteri, che addestrano nuove generazioni di adepti, ed in contemporanea occupati nella ricerca del libro di Ra, oggetto fondamentale per sconfiggere Apophis, il serpente del caos.
Questo è il libro della ricerca. Tutti qui sono in cerca di qualcosa.
Carter cerca Ziah, la Casa della Vita cerca i fratelli Kane, Sadie cerca di salvare Walt, i Kane cercano di resuscitare Ra, Horus e Iside cercano di convincere i loro ospiti a cedere il comando completo sui loro corpi alle divinità, Apophis cerca di distruggere il mondo, i Kane di salvarlo.
Insomma, un bel casino.  A mio parere il libro più emozionante dei tre, proprio per questo frenetico spostarsi da un capo all’altro del mondo, passando dal mondo reale alla Duat e viceversa.
È il libro dove maggiormente i protagonisti crescono e prendono consapevolezza del loro ruolo, ruolo che poi confermeranno definitivamente nel terzo della saga.
Terzo libro, “L’ombra Del Serpente” aka il libro dove succede il finimondo.
Dopo aver tentato inutilmente per due libri di fare fuori Apophis, il serpente del caos, i nostri eroi si accingono alla battaglia finale.
Non dirò altro, a proposito, poiché temo il linciaggio da spoiler come poche altre cose, nonostante la saga sia vecchia già di un paio di anni.
In questo libro, essendo quello finale, dovremmo immaginare di arrivare alla fine con la risposta a tutte le nostre domande.
Bhe, non è così. Il che non è un male, lascia un bel po’ di suspense, ma io mi chiedo se lo Zio Rick non abbia in programma qualche nuova comparsa dei personaggi nelle saghe successive.
E ora veniamo alle impressioni.
Devo dire che questa saga mi è piaciuta in maniera particolare.
Dopo il grande successo della saga di Percy Jackson (quella dei Kane è stata la seconda saga di Riordan, è antecedente agli Eroi dell’Olimpo) l’autore non si è assolutamente adagiato sugli allori, anzi è ripartito a tutta forza, e questa è una cosa che ammiro. Inoltre, dopo cinque libri in cui si siamo sorbiti il povero Percy, cambiare aria non è male.
Come quasi tutte le saghe (tranne quella degli Eroi), anche questo libro è in prima persona, ma in questo caso le persone sono due. Per tutta la saga avremo un alternarsi delle voci di Sadie e Carten, che passandosi un registratore raccontano tutto quello che è accaduto loro, e tutto quello che un mago della Casa della Vita dovrebbe sapere sugli dei e sul mondo in generale per avere una minima speranza di sopravvivere. In soldoni, non fare mai quello che fanno loro.
Devo dire che è una trilogia molto piacevole da leggere, e sebbene all’inizio fossi un po’ sospettosa a riguardo, penso proprio che sia la mia preferita, tra quelle per ora pubblicare da Rick Riordan.
E ora che abbiamo finito, diamo un’occhiata al futuro, aka i prossimi progetti dello zio Rick.
Attualmente deve ancora concludere la saga degli Dei di Asgard, meglio conosciuta come “Quell’idiota di Magnus Chase muore alla prima stronzata dopo quindici minuti”. Bene. Quella. La saga è una trilogia, ma dio solo sa cosa accadrà in quei libri, soprattutto considerando il finale a colpo di scena del primo, dove si verrà a sapere che bisognerà aggiungere un altro pantheon di divinità a cui interessa solo dei propri interessi, oltre agli schizofrenici Greci-Romani, e ai su citati Egizi. In parole povere, la combo della vittoria.
Vi ricordo che in alcuni dei racconti extra, si hanno gli incontri tra Carter e Percy, e quello tra Sadie e Annabeth.
Quindi, ora che anche il fattore Ragnarok entrerà nell’equazione ho paura di sapere che cosa accadrà nel resto della trilogia, se ci sarà questa mega re-union e se salveranno l’universo ancora una volta. Io poi Percy lo manderei in pensione. A questo punto se lo è anche meritato.
Meanwhile, in primavera uscirà il primo libro della nuova saga, The Trials Of Apollo. Una saga divisa in cinque libri, ambientata dopo la saga degli Eroi dell’Olimpo. La storia narra delle avventure del povero Apollo, reso da Zeus un umano, poiché il padre degli Dei era arrabbiato con lui per cose avvenute nell’ultima saga citata. Quindi il povero dio si ritrova ad essere un sedicenne assolutamente privo di poteri, costretto tra nemici mortali da un lato, e dai suoi figli/amici/non ne ho idea al Campo Mezzosangue.
Come se non avessimo abbastanza carne al fuoco, insomma. Succederà di tutto.
Si sentiranno le mie urla da chilometri di distanza, me lo sento.
Quindi rimanere sintonizzati, e vedremo che cosa sfornerà il nostro rivolta-mitologia preferito.
See ya!




Mitsuko


Ps. Il prossimo post programmato certo è per la notte del 18 febbraio, sera del primo spettacolo di Deadpool, con la mia recensione del film!