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Visualizzazione dei post da Ottobre, 2015

Il Lounge di Mitsuko, 4

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The Hammer’s Coming Down, NickelbackCome avevo detto nel #TalkingAbout di venerdì ma e in quello della settimana precedente, il 30 sono andata al Lucca Comics and Games. Oggi vi dirò perché vale assolutamente la pena andarci, anche se ormai la fiera è quasi finita, dato che domani è l’ultimo giorno. (Annotare: Andare al Lucca 2016, ahem.) Prima di tutto, quest’anno è stata organizzata davvero bene. Dopo i fatti dell’anno scorso (che hanno visto una ragazza rompersi il bacino cadendo dalle mura della città vecchia) quest’anno avevano messo un ingresso a numero chiuso, 80.000 biglietti al giorno, acquistabili, credo, solo on line. Il risultato è stato che, nonostante fuori ci fosse sempre tantissima gente, tra cui molti cosplayer che erano lì per fare foto set, all’interno degli stand la situazione era molto più umana. Non c’era la solita calca, e io sono riuscita a muovermi bene senza colpire nessuno con l’armatura o le spade, era tutto molto più pulito e tranquillo, si poteva rimanere un…

Talking about: Books

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La locandiera, Carlo Goldoni
In origine questo post doveva essere pubblicato chissà quanto tempo fa, ma avendolo salvato nella cartella sbagliata, ho dimenticato di farlo. Quindi oggi iniziamo parlando di libri, di classici della letteratura. Una delle ultime volte che sono andata dalla Feltrinelli, quindi un paio di mesi fa, ne sono uscita con due libri. Uno dei due era “After” di Ann Todd, di cui dirò solamente che nel momento di pagarlo ho dovuto buttare giù il solito rigurgito di bile che mi sale ogni qual volta che vedo un romanzetto rosa. Ma era un regalo di compleanno per un amica, e non potevo tirarmi indietro, capitemi. L’altro libro è quello di cui voglio parlare, il libro a cui sono uscita abbracciata nemmeno fosse Gesù bambino, alias, “La locandiera” del Goldoni. Sin da momento in cui tre anni fa sono entrata nella compagnia teatrale studentesca del mio liceo, il mio amore per il teatro e tutto ciò che lo riguarda è cresciuto esponenzialmente. Vi lascio quindi immaginare il br…

Talking About: Film

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Crimson Peak, G. Del Toro
Ieri sera sono andata a vedere Crimson Peak, uscito in pochissime sale il 22 ottobre, e oggi volevo assolutamente parlarne con voi, perché diciamocelo, è davvero un gran bel film (comparsa sporadica di chiappe di Tom Hiddleston a parte, ahem). In realtà trovo difficile catalogare questo film come “horror”, ma sinceramente, non sapevo sotto quale altro genere incasellarlo. Soprannaturale? Ni. I fantasmi ci sono, questo sì, ma hanno un ruolo molto più marginale di quanto si possa pensare, per lascare spazio alle vicende tutte umane raccontate nella storia. Drammatico? Ni, pure in questo caso (anche se non vi spiegherò le motivazioni, o potrei rischiare il linciaggio causa spoiler). Alla fine ho quindi scelto il genere che sembrava più avvicinarcisi, per varie motivazioni. La prima è che, di affine all’horror, ha il fatto che man mano che si progrediva nella storia aumentava non solo il livello di morbosità, ma anche la tensione. Del Toro è tuttavia riuscito a far…

Talking About: TV Series

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Hannibal, season 1 to 3, impressioni, B. FullerOggi si parla di cose macabre. Per la serie, “uomo avvisato, mezzo salvato”. La mia prima reazione quando vidi per la prima volta Hannibal fu un “Ma chi me lo ha fatto fare? Ah, sì… io” accompagnato da una massiccia dose di ribrezzo. In una qualche strana maniera ho recuperato tutte e tre le stagioni in un mesetto. Non so come sono riuscita a sopportare tutta quella roba. Partendo dal fatto che da brava tv series addicted ho iniziato la serie sapendo dal principio che era stata sospesa al termine della terza stagione, ma non pensavo che sarebbe stato così brutto. (E sì, non è la prima volta, anche con In The Flesh o The Tomorrow People e chissà quali altre serie cono partita sapendo che erano già state sospese, e ogni volta ho sofferto malissimo.) Detto ciò, e quindi avendo messo in guardia chiunque voglia iniziare Hannibal, veniamo al nocciolo. Assolutamente una delle serie più incredibili che abbia mai visto. Al di là dei gusti personali, per…

Talking About: Comics

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Claymore, Norihiro Yagi Eh, lo so, è una vita che non mi faccio viva, ero caduta in un periodo di pigrizia estrema. Ma oggi ho deciso di mettermi al lavoro, e quindi eccomi qua, con il primo post di ottobre. E iniziamo, si fa per dire, il mese parlando di fumetti. Precedentemente, sotto l’etichetta “comics”, avevo parlato di un albo americano (su cui sì, se ve lo state chiedendo, sbavo ancora dietro), ma oggi invece ci sposteremo dall’altro capo dell’Oceano Pacifico, per fare una tappa in Giappone. Possibilmente proprio sotto la casa dell’autore. Armati di manganelli. Insomma, parliamoci chiaro, per quanto io ami il modo in cui disegna (darei un rene per disegnare bene la metà di come disegna lui), o per quanto sia riuscito a creare una storia che presenta la stragrande maggioranza delle cose che io cerco in una serie, di qualunque tipo, a volte vorrei solo prenderlo a sprangate nei denti. Pare che per lui la prassi sia “crea un personaggio, fai in modo che lo odino, fai in modo che lo am…