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Once Upon A Time, stagioni 1-2, E. Kitsis, A. Horowitz

 

Bentornati per la seconda parte della nostra chiacchierata su Once Upon A Time!
Iniziamo riassumendo al volo la trama generale: per colpa di un potente sortilegio della Regina Cattiva, tutti i personaggi della Foresta Incantata (e non solo!) vengono trasportati nel mondo reale, privati di magia e ricordi e inserito in una cittadina fasulla chiamata Storybrooke, dove iniziano le loro nuove vite, prive però della felicità che avevano prima. Durante il primo episodio vediamo Emma Swan, una giovane donna di Boston che era stata trovata da neonata sul ciglio di una strada ventotto anni prima, che improvvisamente si vede piombare in casa Henry, un ragazzino che le rivela di essere il figlio che lei ha abbandonato dieci anni prima, poiché l’aveva partorito in prigione. Emma, non volendo avere nulla a che fare con lui, decide di riportarlo dalla madre adottiva, che si scopre ben presto essere proprio Regina. Ma arrivati a Storybrooke, Henry le rivela che il vero motivo per cui ha portato Emma lì, è farle spezzare il sortilegio della Regina Cattiva e far recuperare a tutti la memoria, poiché Emma è la Salvatrice, il frutto del vero amore di Biancaneve e il Principe Azzurro.
Per quanto riguarda la prima stagione, i ventitré episodi sono andati avanti piuttosto lentamente, ma questo perché una buona metà erano occupati dai flashback nella Foresta Incantata, e sono stati tutto fuorché noiosi. In quei flashback abbiamo conosciuto in particolare tutti i personaggi, le loro vere identità e le loro storie e avventure. Gli avvenimenti riguardanti il mondo reale oscillano anch’essi tra il presente e il passato di Emma, ma si susseguono l’uno dietro l’altro senza sosta fino alla fine. Non vi dico nel dettaglio come si conclude, dirò solo che il finale ti fa rimanere con un “E ora?” in loop, e non vedi l’ora di vedere cosa succede nella nuova stagione.
Nuova stagione che, detto tra noi, è stata quella che mi è piaciuta meno. Molto più lenta della precedente, molto più noiosa, in particolare la seconda metà.
Ma partiamo dalla prima parte. La villain di turno è Cora, la madre di Regina, affiancata da un – bellissimo, affascinante, tutto quello che volete – Capitan Uncino. Premettendo che il mio amore per Uncino è tale che per me lui è tutto OUAT, passiamo a Cora, un villain decisamente affascinante, perché tu sai che è cattiva, e anche tanto, eppure dopo due frasi che dice riesce ad abbindolarti subito. Tipo che dopo due minuti di episodio ha già abbindolato Regina, che non era proprio in vena di farsi abbindolare. Insomma, un genio.
La storia di Cora, purtroppo, verrà approfondita solo nelle terza stagione, affiancata a una villan che fa parte di quel gruppo di due personaggi che proprio non sono riuscita a mandare giù, anche se so che a qualcuno lei è piaciuta (ahem, you know I’m talking about you, Mr. Golds). Ma vale la pena aspettare, e intanto goderci un altro scorcio del passato tra Cora, Regina e Biancaneve. E soprattutto, il motivo per cui Regina è la Regina Cattiva!
Nonostante ciò, però la prima metà di stagione è andata avanti un po’ traballante. (Anche per colpa delle pippe mentali di Biancaneve, ahem).
Ma nulla in confronto della seconda metà.
Una storia che va avanti per forza di inerzia, un triangolo tra Emma, il padre di Henry (che nel frattempo è tornato, ma non vi dico chi è), e la nuova fidanzata di lui che tira fuori tutto il Beautiful represso in ognuno di noi. Per me è no.
Due villain che sono interessanti solo per i loro trascorsi e i legami intricati con i cittadini di Storybrooke, ma che in realtà sono due pedine di una scacchiera in cui l’unico pezzo interessante è il re (e che re!).
La cosa più intrigante è il filone narrativo di Tremotino, che non si smentisce, anzi ha un evoluzione molto bella, ed è principalmente lui a farti andare avanti, insieme a Regina che è sempre la migliore.
In conclusione un colpo di scena finale ti fa venire voglia di andare avanti, e per fortuna. La terza stagione, rispetto alle precedenti due, è di un altro livello.
E anche per oggi è tutto! Ci vediamo con la prossima stagione, in cui tutto quello che avete sempre pensato sull’isola che non c’è si rivelerà un autentica bufala. Perché tutti abbiamo desiderato almeno una volta di conoscere Peter Pan, ma il Peter di OUAT è qualcosa che va ben oltre le aspettative.



Mitsuko


(Look at him please)

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