Talking About: TV Series

Once Upon A Time, impressioni generali, E. Kitsis, A. Horowitz

 

In previsione della nuova, quinta, stagione di OUAT prevista per questo mese, userò questo argomento per la nostra chiacchierata di oggi. O per lo meno, una parte, della chiacchierata. È difficile riassumere in un unico post qualcosa come più di novanta episodi da quaranta minuti ognuno. Sarebbe un po’ tanta roba. Quindi dividerò la chiacchierata in tre (o quattro, that’s depend) parti, la prima dedicata alle impressioni generali sui personaggi e la trama perché una serie così lunga è troppo complessa da spiegare in poche parole. (E come ho già detto, sono logorroica).
Prima di iniziare: perché ho iniziato una serie che parla di personaggi delle favole? Principalmente perché un mio amico, che per comodità (e privacy, ahem) chiameremo Mr. Golds (sì, Golds con la “s”, ma non vi dico perché), me ne aveva parlato così tanto bene e con così tanto entusiasmo che ho deciso d’impulso di iniziarla a mia volta, e devo dire che ne è falsa assolutamente la pena.
Gli ideatori della serie, Kitsis e Horowitz, sono stati geniali nel modo in cui sono riusciti a intrecciare le storie dei vari personaggi, e a svilupparli.
Sono riusciti, infatti, a creare personaggi molto più umani e complessi di quelli conosciuti nelle favole o nelle storie che conosciamo.
Partiamo dai personaggi femminili, sia le eroine che le villain. A mio parere, è stato proprio con loro che gli ideatori hanno tirato fuori il loro meglio, creando donne che non attendono di essere salvate, ma che combattono attivamente contro la cattiva sorte con tutte le loro forze. Sono donne a tutto tondo, incredibilmente vive e realistiche. Le eroine hanno lati oscuri, e sono capaci di commettere azioni sbagliate, che molto spesso segnano il loro destino, e lo stesso per le villain, che le ritroviamo con tanto di famiglia al seguito e il vero amore che le attende dietro l’angolo. Assolutamente pazzesco.
Una cosa simile, anche se meno accentuata, vale anche per i personaggi maschili. Insomma, siamo tutti abituati al principe azzurro che sfodera la spada per difendere la dama di turno, ma non tutti sono abituati a vederlo messo al tappeto da Biancaneve armata di un sasso! *fa il tifo per Biancaneve*
Kitsis e Horowitz sono riusciti a ricreare ogni personaggio in maniera sublime, e sono davvero rari quelli per cui pensi “Ecco, questo proprio non mi piace”. Ma analizziamone in particolare alcuni.
- Regina Mills. Allora. Regina. La mia Regina. In assoluto il personaggio più bello e meglio costruito della serie, io l’ho amata dal primo momento. Nel giro di quattro stagioni il personaggio di Regina ha avuto una crescita straordinaria, e abbiamo potuto ammirare tutti i lati di lei, dalla Regina Cattiva della Foresta Incantata al sindaco “incuti-terrore” di Storybrooke, alla madre che farebbe qualunque cosa per il proprio figlio, ma proprio qualunque. Ha un back ground molto complesso che l’ha resa quella che è, ma nonostante tutto tira avanti, sfoderando il suo lato badass ogni qualvolta che serve (e noi siamo contenti di vederlo, ma proprio tanto), ma al contempo è capace di infinita dolcezza. Un personaggio che non mi ha mai deluso, nemmeno una volta.
- Biancaneve e il Principe. Anche lei è un personaggio che mi piace molto, anche se è stato più un percorso sviluppato durante le quattro stagioni. Partendo da una Biancaneve piuttosto canonica (del tipo che parla con gli uccellino), si arriva alla fine ad una donna che ha vissuto la sua vita facendo degli sbagli degni di nota (!), ma a cui ha provato a porre rimedio con tutte le sue forze, assecondando la sua propensione a fare del bene. È comunque un personaggio capace di azioni anche vili, e decisioni drastiche, nel bene e nel male, e ho apprezzato anche questo di lei, anche se certi suoi atteggiamenti estremi a volte mi hanno fatto inarcare il sopracciglio. E lo stesso posso dire per il Principe, anche se lui ha avuto un percorso un po’ meno tortuoso di quello della sua principessa, facendolo diventare meno drastico e a tratti anche più insicuro.
- Emma. Alias “la Salvatrice”, il frutto del vero amore tra Biancaneve e il suo Principe Azzurro. Che dire di Emma? All’inizio mi ci è voluto un po’ per farmela piacere, forse perché all’inizio era scettica in un modo inconcepibile, al contrario di me. Ma episodio dopo episodio si vedeva quando il suo scetticismo veniva a cadere, ed è emerso un gran bel personaggio. Nelle ultime due stagioni, poi, ha dato il meglio di sé. A tratti riemerge la personalità scettica e dubbiosa di prima, ma in quei contesti viene gestita molto meglio. Si è venuto così a create una eroina dalle sfaccettature un po’ da villain, che però sono amalgamate alla perfezione un po’ come in Regina (ma non a quei livelli).
- Tremotino. Eh, per lui le cose si fanno complicate. Nella Foresta Incantata è conosciuto come il Signore Oscuro, o semplicemente l’Oscuro, ed è indubbiamente uno dei personaggi più complessi più complessi della serie, così pieno di sfaccettature che perdi il conto di quanti doppi giochi stia facendo e a chi. Un personaggio di continui sbalzi tra il suo lato più umano, quello capace di amare sinceramente e profondamente, e quello ostinatamente legato al potere e alla magia, che il più delle volte ha la prevalenza. Un personaggio che fin dall’inizio mi ha intrigato parecchio, è finito quasi subito tra i miei prediletti, rimanendoci fino alla metà della terza stagione. Poi da lì c’è stato il crollo. Poi da l’equilibrio tra le sue due metà si è sbilanciato da una parte, segnando le sue azioni irrimediabilmente in un modo che non mi è piaciuto, ma non ai livello da arrivare a odiarlo. Semplicemente riconosco che ha un karma di merda.
-Henry. Figlio naturale di Emma e adottato poi in seguito da Regina. Anche lui, essendo un personaggio creato da zero, è stato difficile da inquadrare principalmente, ma devo dire che alla fine, senza che me ne accorgessi, era diventato più maturo e se prima era lui a credere che sua madre fosse solo la “Regina Cattiva”, poi era lui che per primo sosteneva quanto lei fosse cambiata in meglio, e quanto invece fosse buona.
E poi vabbe, ci sono dozzine di personaggi bellissimi. Mi sono piaciuti molto Cappuccetto Rosso, il suo design è DIVINO, Mulan mi è piaciuta molto, anche se le mie preferenze riguardano soprattutto i villain, vedere ad esempio Capitan Uncino, o Ingrid, o Crudelia e Malefica. Un alto personaggio che mi ha sconvolto è stato Peter Pan perché, mio dio, è stata una vera rivelazione. (È stato il motivo per cui sono dovuta fuggire di casa per un intero pomeriggio).
Ma non è stata solo la compressa caratterizzazione dei personaggi a farmi appassionare alla storia, ma soprattutto gli intrecci tra di essi.
Ci ritroviamo quindi personaggi che assumono più di un ruolo, o personaggi imparentati in modi che nemmeno ci immaginavamo, o ancora personaggi che si sono conosciuti nei modi più impensabili e a quel punto il tuo cervello decide di chiudere i battenti. E pensi che a quel punto nulla ti sorprenda più, e invece regolarmente due minuti di episodio dopo ti devi ricredere. O nei peggiori casi, devi uscire di casa per un’ora a prendere fiato e schiarirti le idee da quanto sei sconvolto.
Sono riusciti a creare una serie Tv che, nel bene e nel male, ti tiene incollato davanti allo schermo e che non finisce mai di rinnovarsi, puntata dopo puntata.
In conclusione, questa è un serie TV che merita tutte le ore di video passate davanti al computer (perché guardare le stagione man mano che uscivo era troppo main stream. Ovviamente dovevo recuperarle tutte e quattro quest’estate, insieme a UN SACCO di altra roba).
Grazie a Mr. Golds per avermela fatta scoprire, per aver ascoltato i miei audio disagiati mentre la guardavo e avermi fornito un sacco di spunti per questa chiacchierata (infatti molto di ciò che ho detto è emerso parlando con lui. Ringraziamolo in coro).
E per ora, abbiamo parlato a sufficienza.

Mitsuko